Il 25 novembre, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne, si è tenuto l’evento “Guantoni in Rosa”, organizzato da MSP Roma in collaborazione con ASD Aracne per il Progetto Donna di MSP Italia.
L’iniziativa, tenutasi presso la sede della palestra ASD Aracne, nel quadrante sud-est della Capitale, ha portato lo sport a farsi portavoce di un messaggio chiaro: la difesa personale è prima di tutto cultura, educazione e rispetto.
La serata si è aperta con i saluti istituzionali alle ore 18:45, seguiti dal momento centrale dell’evento: alle ore 19:00 si è svolta la lezione gratuita di autodifesa, guidata da un team di Maestri qualificati: Matteo Di Salvo, Andrea Proietti, Matteo Tranquilli, Roberto Caporuscio, Stefano Burini e Costanza Moscatelli. Un’ora intensa di pratica e sensibilizzazione, durante la quale tecniche di protezione si erano intrecciate a un dialogo diretto sul tema della violenza di genere, affrontato non con enfasi aggressiva, ma con un approccio etico e formativo.
Hanno partecipato all’evento persone di tutte le fasce d’età, dagli adulti ai bambini, quest’ultimi impegnati nella disciplina del karate.
Di grande impatto anche le parole del Vice Presidente di MSP Roma, Luigi Ciaralli: “È stata una giornata importante. Abbiamo parlato di un argomento serio, che rappresenta purtroppo una piaga sociale. Un piccolo tentativo per dimostrare che si può lavorare per un’autodifesa, ma noi vogliamo la civiltà, l’educazione e la correttezza. Ringrazio di cuore la società affiliata ASD Aracne per aver ospitato questo importante evento”.
“Guantoni in Rosa” non è stato un semplice evento sportivo, ma un’esperienza collettiva di consapevolezza, un presidio simbolico contro abusi e discriminazioni, per ricordare alla città il ruolo fondamentale delle associazioni nel contrasto alla violenza: essere presenti, formare, prevenire, educare.
L’iniziativa ha riscosso grande partecipazione, dimostrando come lo sport possa essere strumento di cambiamento sociale, soprattutto quando diventa linguaggio universale capace di unire persone, generazioni e visioni.
